Storia di un burattino

Dannato pupazzo. Ti ho generato io. Ma non perché fossi ispirato da un generoso slancio creativo. Ero in bolletta, tutto qua. Avevo bisogno di soldi, e ho deciso di spremerli dagli entusiasmi che si sarebbero originati attorno ai tuoi lazzi, alle tue disavventure, alle tue esibizioni. Continua a leggere

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La strenna

Caro innocente marmocchio,
suppongo che resterai stupito nel leggere queste righe. Immagino anche il tuo sconcerto nel constatare che il regalo che si accompagna alla mia lettera non è l’insulso trenino che avevi chiesto a Babbo Natale, ma una strenna di ben altra natura. Continua a leggere

Zio Benjamin

Il caro, vecchio zio Benjamin. Nemmeno allora aveva dismesso i suoi lineamenti giocondi e sbarazzini, da eterno fanciullo. Anzi, sembrava che anche in quel momento gli stesse elargendo uno dei suoi sorrisi complici e impertinenti. Esibiva un aspetto così sereno, così vispo, e soprattutto così vivo. Decisamente, gli appariva più vivo del personaggio austero e allampanato che stazionava, rigido e impettito, proprio al fianco dello zio. Continua a leggere

È pronto

“Da quanto tempo stava correndo in mezzo a quegli alberi estranei e verso direzioni sconosciute?
I piedi scalzi, trafitti dalle asperità del terreno accidentato, avevano preso da un bel po’ a sanguinare, a farle male. Ormai le mancava il respiro.
Ma non si poteva permettere di arrestarsi. Neanche per una breve sosta. Continua a leggere